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Fondo Respighi, Serie "Fotografie", n. 11

 

«A soli sei anni... [cominciai] a studiare il pianoforte, incoraggiata da mio padre, che era scrittore, giornalista e grande amatore di musica. È un fatto che quando mi guardo indietro, nella vita, non vedo che musica in me e intorno a me, sempre e dovunque... Nel 1909 ... ebbi da [Giovanni Sgambati] delle lezioni indimenticabili, perfette in quanto a stile, a tecnica, a interpretazione... mi aveva preparato per dare un concerto alla Ambasciata Russa dove il fratello di Ciaikowsky, allora ministro, organizzava concerti di prim’ordine, quando – proprio due giorni prima – fui colpita al braccio destro dal cosiddetto crampo dei pianisti; una nevrite acuta che aveva colpito i nervi del braccio, malattia che si protrasse per anni e che mi impedì per sempre di dedicarmi allo studio del pianoforte. Per me fu un colpo terribile... Avevo sedici anni, mi pareva che la vita fosse finita... Ma è la passione per il comporre che mi riavvicina alla musica... Contro il parere di tutti, che trovavano assurdo lo studio della composizione per una donna, mi iscrivo al Concorso per Armonia Superiore a Santa Cecilia: una pazzia fu detto! Due soli posti e molti concorrenti, e naturalmente ero l’unica donna. Quando mi venne la comunicazione di essere stata ammessa non potevo crederci e fu certamente una delle gioie più grandi della mia vita. In tre anni presi la licenza di Armonia Superiore e quella di Contrappunto; furono anni di studio durissimi, ma io avevo un’ansia grande di arrivare alla classe di Fuga e Composizione tenuta da Ottorino Respighi fin dal 1913. »


Data ultima modifica: 28/12/2010