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Spartiti musicali e fotografie del fondo Respighi

21 giugno 2009 - 4 luglio 2009 (esposizione dei documenti originali) e 17 agosto 2009 - 19 settembre 2009 (esposizione di copie)

Mostra documentaria a cura di Mariagrazia Carlone.

Il fondo documentario chiamato “Archivio Respighi”, acquistato nel 2004 dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, è un piccolo nucleo di documenti che erano rimasti nelle mani di Georges de Canino, segretario di Elsa Olivieri Sangiacomo, vedova del compositore Ottorino Respighi.
Il fondo comprende una novantina di lettere e documenti vari, 117 fotografie e cinque brevi spartiti autografi di Respighi, tre dei quali sono frammenti di lavori più ampi, tra cui il ciclo di liriche Deità Silvane. Almeno due dei brani musicali qui conservati rivestono una certa importanza: un breve inedito giovanile per pianoforte, mancante del finale; ed una prima stesura del Vocalizzo per mezzo-soprano o basso di cui esiste una successiva e differente versione a stampa del 1930 – il manoscritto reca infatti l’annotazione autografa “abbassare di un tono”, modifica decisa probabilmente per favorire l’esecuzione da parte di colei che, dal 1919 in poi, era diventata l’interprete per eccellenza delle liriche a voce sola di Respighi: sua moglie Elsa.
Se la vita di Elsa Olivieri Sangiacomo si fosse svolta una cinquantina d’anni più tardi (se, cioè, fosse nata nel 1944 anziché nel 1894), oggi potremmo celebrarla come una dei più significativi compositori viventi: il matrimonio a 25 anni con un musicista quarantenne e già celebre come era Ottorino Respighi non avrebbe comportato, da parte di lei, l’abbandono degli studi di composizione, che aveva intrapreso con risultati più che incoraggianti proprio sotto la guida di Respighi. La rinuncia a scrivere musica fu il grande sacrificio che Elsa si sentì in obbligo di compiere, per quanto non gliel’avesse chiesto il marito, che anzi per i primi tempi cercò di incoraggiarla a proseguire nella creazione musicale. Ma ciò non sarebbe stato possibile, e non solo perché Elsa non riusciva a comporre se non di pomeriggio, quando anche Ottorino – che al mattino insegnava a Santa Cecilia – era in casa, e lei non avrebbe mai osato disturbare il lavoro di lui; ma anche perché, per sviluppare la propria personalità, lei avrebbe dovuto ignorare quella del Maestro, e questo non era per lei concepibile. In compenso, secondo Claudio Guastalla, librettista di Ottorino e uno dei suoi più cari amici, Elsa fu «il ‘démone’ di Respighi... lo spirito buono, il Genius, che incita a ben fare. Tutti gli artisti hanno bisogno del conforto d’un giudizio sincero: Respighi ebbe la singolare fortuna di trovare nella sua compagna una consigliera intelligentissima, di rapido intuito, acuta e pronta, schietta fino alla crudeltà... » Per inciso, fu proprio grazie ad Elsa (che era diplomata in canto Gregoriano) che Respighi fu attratto da quell’antico repertorio, che tanta traccia avrebbe lasciato anche sulla sua opera creativa.
«Senza di Elsa (proseguiva Guastalla), Respighi non avrebbe certo composto più d’una delle sue opere maggiori, certo non sarebbe andato in America, non avrebbe guadagnato denaro, acquistato così larga fama, conseguito i più alti onori. Respighi fu artista ammirevole e squisito, ma uomo semplice e bonario, ingenuo e contemplativo...  nella vita pratica era un timido, facile allo scoramento... non avrebbe potuto vivere senza di Elsa che gli si era resa indispensabile nelle piccole come nelle grandi cose... » e conclude, «Una verità è ben certa: l’unione di Ottorino e di Elsa fu un capolavoro. In questa felice associazione Ottorino apportò il suo grande talento d’artista, Elsa tutto il resto. Senza una così meravigliosa animatrice Respighi avrebbe dato al mondo qualche bella opera di meno. Senza Respighi, probabilmente Elsa avrebbe avuto una vita meno splendida, ma sarebbe pur sempre stata qualcuno. »
Dopo il matrimonio, Elsa prese a studiare il canto, e dopo pochi mesi i due sposi inziarono tournées trionfali esibendosi insieme: Ottorino al pianoforte, Elsa come interprete delle liriche del marito. I concerti, più di trecento nell’arco di una decina d’anni, li portarono in giro per l’Italia, l’Europa, gli Stati Uniti e il Sud America. Contemporaneamente, Respighi continuò a comporre musica di tutti i tipi, sinfonica, cameristica, e teatrale, eseguita con ampio successo in tutto il mondo da interpreti e direttori prestigiosi (un nome su tutti, Arturo Toscanini, ma non fu certo l’unico).
Respighi fu anche attivissimo come direttore d’orchestra ed interprete al pianoforte di proprie composizioni. Aveva iniziato a studiare musica da bambino: il pianoforte l’aveva imparato da solo, orecchiando le lezioni che suo padre dava agli allievi privati, mentre in Conservatorio studiò violino, viola e – un po’ più tardi – composizione. Come violinista e violista per molti anni lavorò in orchestra, prima a Bologna e poi a Mosca e San Pietroburgo; durante il soggiorno in Russia conobbe uno dei più importanti compositori di quel tempo, Nikolai Rimsky-Korsakoff, che gli diede anche alcune lezioni.
La vita di Ottorino Respighi fu intensissima, seppure breve: la morte lo colse nel 1936 a soli 56 anni, mentre la sua amata Elsa fu particolarmente longeva (infatti morì nel 1996, a 102 anni). La vita e la carriera di Ottorino (e, di riflesso, quella di Elsa fino al 1936) si possono ripercorrere, attraverso alcuni flash significativi, nella nostra piccola mostra, che comprende, oltre ai cinque spartiti, una cinquantina di fotografie ordinate secondo un criterio grosso modo cronologico ed accompagnate da citazioni tratte, se non diversamente indicato, dai due libri biografici scritti da Elsa dopo la morte del marito: Ottorino Respighi, dati biografici ordinati, del 1954, e Cinquant’anni di vita nella musica, del 1975 (questo secondo libro è una autobiografia di Elsa, che tuttavia comprende moltissime informazioni anche su Ottorino).

Fondo Respighi, Serie “Fotografie”, n. 6
Ottorino Respighi (1879-1936). Dedica: “Rimini 7/7/1902. A mia sorella Amelia affettuosamente. Ottorino Respighi”.
«La nascita di Ottorino fu festosamente accolta dai miei genitori... Nino – così abbiamo sempre chiamato Ottorino in famiglia – era un bambino normale, d’ingegno pronto, di carattere vivacissimo e capriccioso. La cosa che più colpiva in lui era l’eccezionale memoria... si lasciava difficilmente conoscere e più difficilmente guidare: era spietatamente sincero, incapace di mentire, indipendente, estremamente sensibile al dolore altrui... aveva un’espressione seria, pensosa, che lo faceva distinguere dagli altri ragazzi della sua età, ma il suo viso si trasformava completamente se sorrideva...» (dai ricordi di Amelia Respighi, sorella di Ottorino)

Fondo Respighi, Serie “Fotografie”, n. 4
Ottorino Respighi con alcuni amici.
s.l., s.d. (Bologna, inizi del Novecento?). Iscrizione sul verso: “Vecchi amici”.

Fondo Respighi, Serie “Spartiti”, n. 1
Ottorino Respighi, Andante per pianoforte (compito scolastico).
24 novembre 1896. 4 p., mancante del finale. Inedito.

Fondo Respighi, Serie “Fotografie”, n. 3
Ottorino Respighi.
Iscrizione sul verso: “Ottorino Respighi / (1903)”.
«In terza ginnasio Ottorino ci abbandonò per dedicarsi allo studio della composizione ...» (continua)

Fondo Respighi, Serie “Fotografie”, n. 5
Filippo Ivaldi (1864 –1943).
Dedica: “All’amico carissimo Ottorino Respighi con affetto e stima... Bologna 14 luglio 1900”.
Ivaldi, celebre pianista, aveva frequentato il Liceo Musicale di Bologna dal 1895 al 1898, seguendo i corsi di contrappunto e composizione nello stesso periodo di Ottorino. L’amicizia avrebbe prodotto frutti duraturi: «Il 31 gennaio 1904 ha luogo a Bologna la prima esecuzione della Fantasia in sol minore per piano e orchestra [di Respighi], pianista Ivaldi, direttore Mugellini».

 

Fondo Respighi, Serie “Fotografie”, n. 7
Leonid Vitalyevich Sobinov (1872-1934), tenore. Mosca o Pietroburgo, 1903.
Dedica: “Al Signore Ottorino Respighi / ricordo affettuoso / del 1903 / Leonida Sobinoff”.
Dal dicembre del 1900, per alcuni mesi, Ottorino fu scritturato per suonare viola e violino nell’orchestra del teatro dell’Opera di Pietroburgo...(continua)

Fondo Respighi, Serie “Fotografie”, n. 8
Olga Eismont. San Pietroburgo, 1904.
“Stimatissimo Signor Respighi, sono molto sorpresa del fatto che lei non si ricordi di me. Quanto a me io ancora non l’ho dimenticata, ricordo tutto. Al contrario di lei... Quand’è che riceverò una lettera...? Mi scriva una lettera lunga lunga, io l’aspetto o meglio di tutto venga lei stesso qui nella nostra Pietroburgo, ci divertiremo ancora...” (traduzione dal russo di Bruna Osimo).

Fondo Respighi, Serie “Spartiti”, n. 4
Ottorino Respighi, Frammento di Vandea. s.d. 8 pagine non numerate.
Vandea era il titolo di un’opera rappresentata a Bologna nel 1893: testo e musica erano di Filippo Clementi (1857-1909). Respighi creò una propria versione della musica del primo atto. Il manoscritto conservato presso l'Archivio di Stato di Milano ne è un frammento. La signora Adriana, vedova di Clementi, e la figlia Maria Luigia detta Mimì, furono care amiche di Ottorino, che con molti altri musicisti (tra cui Arturo Toscanini) ne frequentò la casa di campagna a Palestrina (Roma), chiamata “Il Colle”.

Fondo Respighi, Serie “Fotografie”, n. 9
Ottorino Respighi con amici in spiaggia. Viserba (Rimini), 1904?
«Nell’agosto del 1904 Ottorino passa un periodo di vacanze a Viserba, ospite della sorella Amelia. E’ un periodo di passione per la bicicletta: ogni giorno Respighi fa delle lunghe gite, spingendosi anche in Toscana e nel Veneto dove visita chiese, monumenti e musei e mettendo a dura prova la resistenza dei suoi compagni di viaggio...»

Fondo Respighi, Serie “Fotografie”, n. 10
Ottorino Respighi (?) con amici. s.l., fine anni ’10?
Iscrizione sul verso: “Titì e Aglae Certani / e amici Bolognesi”.
Antonio Certani, violoncellista, il cugino Alessandro Certani e la sua giovane moglie Aglae Rossi, violinisti... (continua)

Fondo Respighi, Serie “Fotografie”, n. 11
Elsa Olivieri Sangiacomo (1894-1996) nel giorno del quindicesimo compleanno.
«A soli sei anni... [cominciai] a studiare il pianoforte, incoraggiata da mio padre, che era scrittore, giornalista e grande amatore di musica. È un fatto che quando mi guardo indietro, nella vita, non vedo che musica in me e intorno a me, sempre e dovunque...» (continua)

Fondo Respighi, Serie “Fotografie”, n. 15
Elsa Olivieri Sangiacomo con il fratello Giorgio.
Iscrizione sul verso: “Elsa e Giorgio 1916”

Fondo Respighi, Serie “Fotografie”, n. 18
Elsa Olivieri Sangiacomo sulla spiaggia.
Fotografia applicata a un foglio d'album smembrato, recante l'iscrizione: Ostia (Roma), 1918

Fondo Respighi, Serie “Fotografie”, n. 25
Elsa Olivieri Sangiacomo e il “piccolo coro” polifonico del barone Kanzler. Roma, s.d.
Iscrizione sul verso: “da sinistra a destra / Conte Sanminiatelli / Barone Kanzler / Don Magnon [?] / Conte Blumensthil / Elsa / Marta Nervi”[1894-1980, pianista e compositrice].
«Un vero personaggio della Roma di quegli anni era il barone Kanzler...» (continua)

Fondo Respighi, Serie “Fotografie”, n. 26
Ottorino Respighi con Elsa Olivieri Sangiacomo ed altri allievi.
Marino (Roma), 1917.
«Il 4 gennaio 1913 Respighi vince il concorso per la cattedra di Composizione a Santa Cecilia...» (continua)

Fondo Respighi, Serie “Fotografie”, n. 22
Ottorino Respighi in visita a Ferruccio Busoni (1866-1924) con Arrigo Serato (1877-1948), Federico Consolo (1841-1906), Federico Consolo (1841-1906).
Zurigo, 1917.

Fondo Respighi, Serie “Fotografie”, n. 23
Ottorino Respighi in visita a Ferruccio Busoni (1866-1924), con Arrigo Serato (1877-1948), Federico Consolo (1841-1906), Chiarina Fino-Savio (1878-1969).
Zurigo, 1917.
Chiarina Fino-Savio fu l'interprete delle liriche di Ottorino Respighi dal 1911 al 1918, e il musicista le fu legato da intensa ammirazione e amicizia...(continua)

Fondo Respighi, Serie “Fotografie”, n. 27
Ottorino Respighi.
Roma?, 1928.

Fondo Respighi, Serie “Fotografie”, n. 32, n. 33
Ottorino Respighi ed Elsa Olivieri Sangiacomo al "Colle": “il destino!...” - “La strega”.
Palestrina, fine giugno o inizio luglio 1918.
[Nel giugno 1918] «...sentii il Maestro dire ...: ‘Ecco: la Signorina Olivieri è l’unica che in questi giorni non mi procuri delle noie...» (continua)

Fondo Respighi, Serie “Fotografie”, n. 42
Elsa Olivieri Sangiacomo.
Iscrizione sul verso: “Elsa fidanzata Bellegra 1918”
«Ero sbigottita, felice e insieme angosciata...» (continua)

Fondo Respighi, Serie “Fotografie”, n. 44
Elsa Respighi.
1919 ca.
«Avevo ripreso il canto e insieme a Ottorino incominciai a studiare talune sue liriche e antiche cantate d’amore da lui armonizzate; ma com’era difficile ottenere la sua lode! ... Più di trecentocinquanta sono stati poi i nostri concerti in Europa e nell’America del Nord e del Sud...» (continua)

Fondo Respighi, Serie “Fotografie”, n. 53
Elsa Respighi.
1920/1930 ca.
«Siamo già stati scritturati per concerti a Praga (18 aprile), Brno, Pritzburg, ed altre città della Boemia, ed anche Vienna...» (continua)

Fondo Respighi, Serie “Fotografie”, n. 59
Fritz Reiner (1888-1963), direttore d’orchestra. Dedica: “Alla cara mia Elsa. il padre eterno 15 / 1 / 22”
«Dall’1 al 10 gennaio [1922] hanno luogo dei nostri concerti a Napoli e in Sicilia e il 15 dello stesso mese siamo nuovamente a Roma e assistiamo all’Augusteo ad una brillante esecuzione di Fritz Reiner della Ballata delle Gnomidi. Il successo è buono, ma Reiner ci dice che ben più entusiastiche sono state le accoglienze fatte in Germania a questa composizione da lui diretta in parecchie occasioni. Pochi giorni dopo partiamo per un giro di concerti in Cecoslovacchia...»

Fondo Respighi, Serie “Fotografie”, n. 57
Ottorino ed Elsa Respighi a casa di Francesco Pallottelli con altri musicisti, inclusi Alfredo Casella (1883-1947), Mario Corti (1882-1957) e VincenzoTommasini (1878-1950).
Fabriano o Roma, 1922.

Fondo Respighi, Serie “Fotografie”, n. 61
Ottorino Respighi sulla spiaggia del Lago Maggiore.
Laveno (Varese), estate 1922.
[Giugno 1922]: «Appena finita la scuola partiamo per laveno dove siamo ospiti del Conte Giorgio Pullé, vecchio amico di Ottorino, nella sua graziosa villa sul lago Maggiore ...» (continua)

Fondo Respighi, Serie “Fotografie”, n. 73
Ottorino ed Elsa Respighi con Gian Luca Tocchi (?).
Pieve di Vescovo (Corciano, PG).
«22 novembre [1922] – Concerto di Elsa e Ottorino a Perugia. Il concerto ci offre l’occasione di passare qualche giorno tra Perugia e Assisi, e Gian Luca Tocchi, uno dei migliori alunni di Respighi, ci è di guida preziosa. Come il suo Maestro, è anch’egli attratto dalla figura del Santo d’Assisi e appassionato visitatore dei luoghi francescani».

Fondo Respighi, Serie “Fotografie”, n. 66
Ottorino ed Elsa Respighi con Francesco Mendelssohn.
Ronta – Striano (Firenze), villa Gordigiani, 1924 o 1926.
«[con] Francesco abbiamo fatto molta musica da camera con il Quartetto Busch, con i pianisti Iturbi e Serkin, con Cassadò e altri artisti di valore, tutti giovani e pieni di entusiasmo. A volte si faceva l’alba...» (continua)

Fondo Respighi, Serie “Fotografie”, n. 67
Ottorino Respighi in posa per un ritratto, accanto ad Elsa, e il pittore al lavoro.
Berlino, 1925.
«Dal 26 febbraio all’8 marzo [1925] fummo a Berlino, ospiti di Francesco Mendelssohn, e subito dopo andammo ad Amburgo per assistere alla prima rappresentazione di Belfagor in lingua tedesca... Un buon successo.»

Fondo Respighi, Serie “Fotografie”, n. 71
Elsa Respighi mascherata da pellerossa durante un viaggio sul transatlantico “Conte Rosso” per New York. Dicembre 1925-gennaio 1926 (?).
«...all’avvicinarsi della partenza per gli Stati Uniti, [Ottorino] cerca tutti i pretesti per non partire... c’erano dei momenti che il suo pessimismo e il mal di mare riuscivano a far nascere qualche dubbio anche nell’animo mio... Ma dopo qualche ora Respighi era entusiasta di New York...» (continua)

Fondo Respighi, Serie “Spartiti”, n. 2
Ottorino Respighi, Frammento di Crepuscolo, una delle cinque liriche di Deità Silvane su testi di Antonio Rubino (1. I Fauni, 2. Egle, 3. Musica in Horto, 4. Acqua, 5. Crepuscolo), composte nel 1917 per soprano e pianoforte e successivamente (1925) adattate per soprano e orchestra da camera. In questa seconda veste furono eseguite per la prima volta a New York nel febbraio 1926, solista: Elsa Respighi, direttore: Ottorino Respighi.

Fondo Respighi, Serie “Fotografie”, n. 81
Elsa Respighi.
Los Angeles, 1929.

Fondo Respighi, Serie “Fotografie”, n. 79
Elsa Respighi a bordo del transatlantico “Conte Verde”, durante il viaggio d’andata in Brasile. 1928.
«I nostri concerti a San Paolo avrebbero dovuto essere due ed invece furono otto. Io non sapevo più che cosa mettere in programma né che vestito indossare... Durante il soggiorno in Brasile Respighi si era molto interessato alla musica popolare indigena e aveva preso alcuni appunti e nel partire aveva promesso ai dirigenti della Filarmonica di Rio di scrivere una Suite brasiliana... si mise infatti al lavoro... La prima esecuzione delle Impressioni brasiliane ebbe luogo a Rio de Janeiro sotto la direzione di Respighi nel giugno 1928.»

Fondo Respighi, Serie “Fotografie”, n. 80
Elsa Respighi sulla spiaggia di Santos (San Paolo), Brasile, con Giuseppe Giacompol e “Buzzi”.
Maggio 1928 (?).
Giacompol (1897-1959), direttore della Ricordi in Brasile, organizzò le tournées dei Respighi in Brasile del 1927 e del 1928. L'altro personaggio è forse l'architetto Tommaso Buzzi (1900-1981), autore, tra l’altro, della villa Il Salviatino di Ugo Ojetti, che nel 1928 si trovava proprio a San Paolo.

Fondo Respighi, Serie “Fotografie”, n. 82
Ottorino Respighi. 1930 o oltre.
Iscrizione a macchina applicata sul verso: “Respighi nel parco della villa di Monte Mario”.
[Respighi] «voleva assolutamente andare a vivere in campagna, tra gli alberi... sulla parte più alta della via della Camilluccia a Monte Mario... vide un bel parco folto di alberi e mi disse: ‘Ecco un posto dove mi piacerebbe vivere!’ ...» (continua)

Fondo Respighi, Serie “Fotografie”, n. 85
Ottorino Respighi. Roma, “I Pini”. 1930 o 1932.
Iscrizione sul verso: “Il Maestro nel suo studio a ‘I Pini’ ”.
«Respighi è sprofondato tra i libri... Eppure, della sua cultura Respighi non fa mai sfoggio...» (continua)

Fondo Respighi, Serie “Fotografie”, n. 93
Ottorino ed Elsa Respighi con Elizabeth Coolidge e un gruppo di musicisti, tra cui Franco Alfano (1875-1954), Alfredo Casella (1883-1947), Mario Castelnuovo Tedesco (1895-1968).
Napoli ?, 2 dicembre 1931.
«La più comprensiva dei mecenati da me conosciuti è stata sempre Mrs. Coolidge...» (continua)

Fondo Respighi, Serie “Fotografie”, n. 95
Scena da Belkis Regina di Saba, coreografia in 7 quadri di Claudio Guastalla su musica di Ottorino Respighi, scene e costumi di Nicola Bénois. Milano, Teatro alla Scala, gennaio 1932.
«Il favoloso viaggio della Regina di Saba... sembra un racconto di fate. Materia sontuosa per comporre uno spettacolo...» (continua)

Fondo Respighi, Serie “Fotografie”, n. 91
Ottorino ed Elsa Respighi a bordo di una nave per il Nord America.
1932 (?)

Fondo Respighi, Serie “Fotografie”, n. 96
Ottorino Respighi con Giovanni Papini (1881-1956).
Venezia, settembre 1932.

Fondo Respighi, Serie “Fotografie”, n. 99
Elsa Respighi con Ugo Ojetti (1871-1946), scrittore.
Firenze, “Il Salviatino”. 24 aprile 1933.
«... andiamo al Maggio fiorentino per assistere a qualche spettacolo e riposarci. Vediamo spesso Ugo Ojetti e siamo sovente al ‘Salviatino’... »

Fondo Respighi, Serie “Fotografie”, n. 101
Ottorino ed Elsa Respighi.
Helsinki, ottobre 1933.
«Nell’ottobre del 1933 andammo in Finlandia per vari concerti. A Respighi piacque molto la Finlandia per i suoi paesaggi e per l’alto senso di civismo degli abitanti; e tra i ricordi più belli di quei giorni egli annoverava la visita fatta a Sibelius nella sua villa... una bella costruzione in legno a due piani circondata da pini e betulle... s’intesero subito i due Maestri e simpatizzarono molto e la conversazione fu quanto mai interessante e cordiale.»

Fondo Respighi, Serie “Fotografie”, n. 103
Scena teatrale dalla Fiamma, melodramma in 3 atti.
Budapest, aprile 1935.
«Verso il 10 aprile partiamo per Budapest per assistere alla prima della Fiamma al teatro dell’Opera...» (continua)

Fondo Respighi, Serie “Fotografie”, n. 104
Ottorino Respighi.
Budapest (1935)
(continua)

Fondo Respighi, Serie “Fotografie”, n. 105
Elsa Respighi.
Budapest (1935)
(continua)

Fondo Respighi, Serie “Spartiti”, n. 5
Ottorino Respighi, Frammento di opera non identificata. s.d.
4 p., per soprano, alto, tenore e basso con accompagnamento di pianoforte.

Fondo Respighi, Serie “Fotografie”, n. 102
Ottorino ed Elsa Respighi.
1935 o 1936
Iscrizione sul verso: “ultima foto”.


Data ultima modifica: 10/03/2011