Cartola de accepto mundio
26 febbraio - 4 marzo 2001
La più antica pergamena conservata negli Archivi di Stato italiani (721 maggio 12, Piacenza), esposta al pubblico in occasione della III settimana della cultura (è stato realizzato un pieghevole di quattro facciate).
Trascrizione
Vi ricordate la vecchia numero uno di Paperon de' Paperoni, la prima moneta da lui guadagnata e così ambita dai suoi avversari? Anche l'Archivio di Stato di Milano ha la sua numero uno, la più antica pergamena conservata dagli Archivi di Stato italiani.
Si tratta di un mundio, istituto del diritto longobardo secondo il quale un uomo aveva il diritto e il potere di amministrare i beni della donna considerata dal diritto longobardo incapace di agire, e di assisterla nel compiere atti giuridici anche nel caso di beni di proprietà della donna stessa. Il mundio era esercitato dal mundoaldo, in genere un parente maschio della donna (marito, fratello, anche un figlio minorenne nel caso di una vedova); senza l'approvazione del mundoaldo gli atti giuridici della donna non erano validi. L'istituto del mundio proviene dal diritto germanico che poneva la donna in condizione fortemente subalterna all'uomo; nell'editto di Rotari, col quale questo re mise sulla carta i principi del diritto longobardo, è ribadita l'impossibilità giuridica della donna di liberarsi dal mundio.
La Cartola de accepto mundio è conservata nel fondo Museo diplomatico che raccoglie i più antichi documenti dell'Archivio di Stato di Milano, pubblici e privati, anche cartacei, ma in grande maggioranza pergamenacei, in originale e in copia, a partire dal secolo VIII fino al secolo XII.
La pergamena appartiene al periodo del re longobardo Liutprando ed è scritta in corsiva nuova italiana.